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addestramento ricerca tartufo

  • Imprinting iniziale –  profumo di tartufo
  • L’obbedienza e il tartufo
  • La base della ricerca – comandi  vai, cerca, dovè, porta e soprattutto TROVA
  • Dalla ricerca simulata al bosco –  dove stà l’arCANO???
  • Cono d’odore o traccia naturale?
  • Megaolfatto o tele olfatto?

 

 

 

Ci sono più metodi per addestrare un cane alla ricerca del tartufo, alcuni di essi sono coercitivi o crudeli, altri invece si basano sul gioco e sul rapporto di amicizia e complicità che si può istaurare tra il padrone e il suo cane.

1) IMPRINTING INIZIALE  CUCCIOLI

Possiamo far coincidere l’addestramento con l’inizio dello svezzamento a circa due mesi dalla nascita, l’importante e’ tener conto che per il cucciolo deve essere solo e soltanto un gioco e non UN’ ALLENAMENTO VERO E PROPRIO  altrimenti rischieremo di ottenere esattamente il contrario di quello che vogliamo.

A proposito di gioco, possiamo iniziare proprio con un panno bianco imbevuto con dell’olio al tartufo che verrà aggiunto ai giochi tradizionali;  il cucciolo così  svilupperà  quel senso di possessività verso l’odore del tartufo che e’ alla base dell’addestramento stesso.

Giochiamo con il cucciolo  stimolando il suo istinto predatorio e tentando di togliergli delicatamente il panno di bocca e lasciamolo vincere questo primo duello, aumenteremo così la sua possessività nei confronti di quell’odore.

2)  – IL CONTENITORE CON IL TARTUFO

Possiamo iniziare anche a dare il comando “VAI!” quando gli lanciamo il panno.

Quando notiamo che il cucciolo ha sviluppato UN FORTE INTERESSE  VERSO LO STRACCETTO IMBEVUTO  che gli abbiamo dato, possiamo salire un gradino dell’addestramento e passare ad un piccolo contenitore di plastica, come ad esempio quello delle pellicole fotografiche, dove al suo interno metteremo  un piccolo tartufo fresco o in mancanza di esso un fiocco di cotone imbevuto con l’olio al tartufo.

Possiamo utilizzare anche un ovetto metallico (quello per gli infusi), che impedirà al nostro cucciolo  di masticare il tartufo evitando così che non rovini quelli che scoverà nel bosco;non tutti i cani però sono predisposti a giocare con gli  oggetti in metallo.

3) RIPORTO

Iniziamo o a far giocare il cucciolo con l’involucro, prima lasciandoglielo, così che possa associare l’odore del panno al tartufo  che gli abbiamo dato in precedenza, poi cominciando a lanciarlo  ad un paio di metri, sempre in modo che il cucciolo possa vedere la traiettoria del barattolino. In questa prima fase infatti non sfrutteremo le doti olfattive del cucciolo ma baseremo il nostro addestramento soltanto sul RIPORTO dell’oggetto.

Quando si avventerà a prenderlo, stando fermi sul posto, daremo il comando “PORTA!” con voce suadente e delicata, ripetendo saltuariamente il comando  finché il cucciolo non si avvicinerà a noi per continuare il gioco.

3) LO SCAMBIO
Al momento del riporto daremo  il comando “LASCIA!” scambiando,  con il cucciolo che esegue correttamente l’esercizio,  l’involucro con la ricompensa (cibo, gratifica verbale o contatto).

Nel caso in cui il cucciolo prenda il contenitore o lo lasci durante il tragitto, sempre stando fermi sul posto allargare le braccia e dire “DOVE’” fin quando non tornerà indietro per prendere l’involucro e riportarcelo. Se esegue con difficoltà possiamo accompagnarlo verso l’involucro ripetendo la parola “dove”.

Indichiamo sempre la direzione del lancio con la mano e associamo a questo movimento il comando “VAI!”.

Con il tempo e le ripetizioni di questo esercizio il cucciolo assocerà alla giusta esecuzione dei quattro comandi la lauta ricompensa (mangime, bocconcini di carn,  wurstel di tacchino, gratifiche vocali o carezze) e svolgerà il gioco/addestramento sempre con maggior impeto ed impegno.

Assimilato questo primo esercizio, dobbiamo indurre il cucciolo ad usare oltre alla vista e l’udito anche il suo FIUTO.

Lanciamo quindi due contenitori contemporaneamente così che il cane ne segua la traiettoria riportando il primo e dopo aver dato la ricompensa, incitarlo a recuperare anche l’altro.

Avendo ora solo  il riferimento delle direzione e del rumore di caduta, dovrà tornare indietro e cominciare ad adoperare l’olfatto per recuperare anche il secondo involucro. Se non riesce nell’esercizio aiutiamolo lanciando un sasso nella direzione voluta.

Quando il cucciolo eseguirà con scioltezza anche questo esercizio possiamo aumentare  il livello di difficoltà dell’esercizio lanciando un’ involucro e mentre il cucciolo va in cerca di quello ricoprendo il secondo con della ghiaia.

Lo gratificheremo all’esecuzione al RIPORTO del primo involucro  e lo stimoleremo alla ricerca dell’involucro nascosto dando finalmente il comando più prezioso, il “CERCA!”.

Mentre inizia la sua azione di cerca incitiamo il cucciolo con voce suadente ripetendo il comando “cerca” finchè non inizierà a scavare la dove ha annusato l’odore di tartufo, che ormai ben conosce grazie ai precedenti esercizi.

Ricordiamo sempre di non alzare mai la voce se non esegue subito i comandi, se vogliamo riprenderlo è sufficiente un “No!” nel caso dovesse assumere un comportamento sbagliato oppure basterà interrompere l’azione errata appena intrapresa facendolo giocare con lo straccetto per qualche secondo per poi lanciare di nuovo il cucciolo alla ricerca;   se notiamo che il cucciolo è stanco  e molto disinteressato è meglio sospendere il gioco e riprenderlo più avanti.

 

OBBEDIENZA
Assimilate queste prime nozioni possiamo insegnare al cucciolo i comandi “SEDUTO!” e “TERRA!” che apparentemente possono sembrare secondari per la ricerca del tartufo, ma che in futuro serviranno per bloccare il cucciolone  prima che rovini il tartufo durante l’escavazione; tenerlo sotto controllo mentre ci dedichiamo all’estrazione del tartufo oppure per quando traccerà l’odore di selvaggina o quando incontreremo altri cani lungo il nostro percorso.
Per impartire il comando “SEDUTO!” possiamo indurre il cucciolo a prendere questa posizione porgendogli la ricompensa spingendolo a piccolo passi all’indietro, finchè il cucciolo non si siederà.
Con il tempo e le ripetizioni il cane assocerà la parola al movimento e alla ricompensa che gli daremo ogniqualvolta eseguirà il nostro comando. Se il cucciolo e’ particolarmente agitato possiamo utilizzare il guinzaglio.

Per il comando “Terra!” possiamo avvicinare la ricompensa al cucciolo abbassando la mano verso terra in modo che il cucciolo stesso debba abbassarsi per prenderla. Abbinare all’azione il comando e gratificare quando esegue correttamente.

Con entrambi gli esercizi possiamo abbinare il comando “RESTA!”.

Per fargli mantenere la posizione assunta ripetiamogli la parola “Resta!” e se si muove facciamogli riprendere la posizione esatta e ripetiamo ancora “Resta!”, dopo qualche secondo nella giusta posizione possiamo premiare il cucciolo con un bocconcino.

Anche il Resta riusulterà essenziale  quando il cane sarà pronto per le escursione alla ricerca del tartufo, può capitare infatti di cercare l’ambito tuber vicino ad una strada traffica  ed è importantissimo avere il controllo del cane per la sua incolumità.

Ogni volta che facciamo questo esercizio allunghiamo i tempi di ferma.

Ripetiamo ogni giorno tutti gli esercizi appresi, dedichiamo al nostro cucciolo  almeno un ora al giorno anche se frammentata durante l’arco della giornata e nel giro di poco tempo avremo un cucciolo ubbidiente e pronto a intraprendere l’ultimo esercizio prima di una vera uscita al bosco.

 

RICERCA SIMULATA in giardino

Di fatto  gli abbiamo insegnato a cercare l’involucro in superficie o sotto un leggero strato di ghiaia, ora invece dobbiamo iniziare a simulare una vera e propria uscita di caccia al tartufo.

Scaviamo una buca di circa 5-10 cm e, facendoci vedere anche dal cucciolo, nascondiamo l’involucro e ricopriamolo.

Stimoliamo il cane con il comando cerca e inizialmente, se serve, indirizziamolo  dove si trova l’involucro; quando porta in superficie l’involucro esigere il riporto ed il seduto, dopodichè lo gratificheremo con un bocconcino.

Ripetiamo l’esercizio nascondendo prima l’involucro senza farci notare dal nostro cucciolo, poi senza indicargli la zona dove cercare ed incitandolo semplicemente con il comando c”cerca!”. Ad ogni ritrovamento pretendere sempre l’esecuzione del riporto, del “Lascia!” e del “Seduto!”.

Agendo così imposteremo anche il  carattere del cucciolo, facendogli ben capire che noi siamo il suo punto di riferimento  e ogni qual volta eseguirà l’esercizio richiesto saremo pronto a premiarlo con tante coccole e bocconcini e sarà così per tutta la vita del cane, sia durante la ricerca del tartufo che durante una normale gita al parco.

Questo aspetto comportamentale ci risulterà molto utile quando saremo in aperta campagna ed il cucciolo, stimolato da diverse attrattive, quali animali, cani e odori vari, tenderà ad ascoltare il suo istinto e solo se saremo riusciti ad istaurare con lui un forte legame, riusciremo a controllarlo e farci ubbidire.

E’ logico che durante le uscite alla ricerca del tartufo non tutti i comandi verranno eseguiti sempre alla lettera dal nostro cucciolo  ma potremmo sempre contare nella sua ubbidienza e nel suo rispetto non trovandoci così in spiacevoli situazioni o ad urlare come pazzi per richiamare il cane disturbato  della selvaggina o da altri cani.

RICERCA SIMULATA in luoghi diversi

Nascondiamo gli involucri profumati in luoghi sempre diversi così che il cucciolo impari a lavorare in tutte le situazioni e non si scoraggi davanti a della fitta boscaglia o ad un dirupo.

Allunghiamo il tempo da quando sotterriamo l’involucro a quando porteremo il cucciolo alla sua ricerca, difatti a distanza di una notte le  tracce del nostro odore si dissolveranno e rimarrà più pronunciato quello del tartufo. E’ possibile infatti che il cucciolo prenda una scorciatoia nell’esecuzione dell’esercizio seguendo la nostra traccia per arrivare al nascondiglio del tartufo.

Quando tutte queste operazioni verranno eseguite con spontaneità il cucciolo sarà pronto per la sua prima escursione nel bosco.

In campo aperta dovremo affrontare la prova più difficile e cioè far scovare al nostro cucciolo  il tartufo naturale e non quello maneggiato da noi, esso di fatti avrà componenti odorose diverse o soprattutto non avrà tracce del nostro odore.

Incitiamolo a cercare e se vediamo delle difficoltà di concentrazione o poco stimolo nell’eseguire la cerca possiamo ricordargli l’addestramento fatto a casa nascondendo nel bosco l’involucro. Sposteremo così il gioco direttamente in tartufaia naturale. Il cucciolo sarà felice di eseguire gli esercizi ormai assimilati anche nel bosco, faciliteremo così la concentrazione del cucciolo che inizierà ad esplorare i terreni sconosciuti con la stessa volontà di sempre.
Se ci troveremo al posto giusto nel momento giusto tra un involucro profumato e l’altro il nostro cucciolo scoverà anche il suo primo tartufo naturale.

Naturalmente il passaggio dalla ricerca simulata a quella dal vivo non sarà immediata e sicuramente incontreremo delle difficoltà nel fargli scovare il tartufo naturale, ma con un po’ di pazienza e con la ripetizione degli esercizi anche nel bosco sicuramente riusciremo nel nostro intento.

Se possibile portiamo il cane al bosco quando la stagione è più ricca di tartufo, iniziamo magari durante la stagione del tuber albidium (Bianchetto o marzola)  o dello scorzone che nascono con più abbondanza rispetto al pregiatissimo tartufo bianco o al tartufo nero invernale.

Per stimolare ulteriormente il nostro cucciolo  organizziamo delle uscite con un cane più esperto, il cucciolo oltre ad entrare in competizione con lui ne seguirà i movimenti e sarà attratto dal movimento  del veterano, soprattutto quando punterà il naso a terra per “tirare” l’ultima esalazione prima di raspare.

Noteremo una maggiore eccitazione nell’eseguire i comandi che gli impartiremo, aumenteremo la sua possessività nei confronti del tartufo ed inoltre accorceremo i tempi di ritrovamento del primo tartufo naturale.Potremmo  difatti sostituire il cane esperto con il cucciolo per fargli terminare l’escavazione del tartufo

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